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Eredità, genitori e divinità bisognerebbe accettarli col beneficio di inventario e con la possibilità di ricredersi sui risultati dell'inventario. Hanno ragione alcuni bambini che intorno ai cinque, sei anni dicono: “Tu non sei più mio padre e tu non sei più mia madre!”
E hanno ragione certi nevrotici che ad un certo punto dicono: “Ma questo era il vizio di mio padre e di mia madre, santi tutti e due; questo vizio l’avevo preso, come l’avevano preso loro, e ora lo abbandono perché non mi conviene!”

Ed ecco infine l’aspetto pratico della ferrea regola logica: infilate un dito in una cassata e leccatelo, sapete già come si fa per capire se è falsa. Quello che potreste avere dimenticato è di scappare, perché i pasticcieri, per loro reconditi motivi, non sono d’accordo: non vogliono che si sondi la varietà della pasticceria. Lo stesso con una persona o con un dio, cacciategli un dito nell’occhio, evitate il pugno che potrebbe arrivarvi e scappate, non importa nulla se poi la sua bontà risulta vera.

Sulla mistificazione di quello con la lettera maiuscola non ne parliamo nemmeno perché molti suoi credenti non fanno altro che mistificare, specialmente i credenti atei, che sono la peggiore specie. Se, ad esempio, scoppia una guerra, gli atei credenti dicono che è volontà di Dio.
Ma scherziamo?
Intanto una guerra non scoppia mai, non è certo come un cocomero troppo gonfio! E poi non riesco ad immaginare per niente, mettiamo caso, che un bel mattino nel 1939 qualche dio abbia detto o pensato: “Adesso faccio scoppiare la seconda guerra mondiale!”
Per un dio che si rispetti dire e pensare sono la stessa cosa; anche per noi che potremmo dire quello che pensiamo e pensare quello che diciamo, sempre nel nostro piccolo.

I più arrabbiati erano i Francescani, loro che magri andavano a piedi nudi sulla neve per evitare un inferno che non era tanto duro e che forse non c’era del tutto. Invece Tommaso, che era obeso per carenza di digiuno, era santo. Secondo alcuni di loro, Gesù era povero e senza scarpe, mentre il papa era ricco e con le scarpe. Avrebbero potuto cambiare la regola dei piedi nudi, ma le regole sono più dure da cambiare dei dati di fatto.

Sì, è un fatto di convenienza, perché la prima cosa da togliere dalla testa è che la guarigione consista nell’adesione a un pensiero universale. È l’idea della sincera convenienza, con tutte le declinazioni possibili, che può farci stare bene. Come l’eredità di dio, essendo ciascuno di noi dio in mezzo ad altri dei.
Abbiamo rubato una mela mentre il padrone non c’era, abbiamo mangiato la marmellata, rotto il vaso cinese e ora ripaghiamo tutto.
Quanto costa una mela?
E stiamo fuori dal paradiso terrestre! Se questo è il prezzo. Tanto con l’eredità dell’ignoto dio possiamo guadagnare tutto quello che vogliamo.

Il bambino però rimase male del fatto di essere stato sgridato e non parlò con nessuno per molto tempo. Sembrava autistico.
Anche certuni di questi si credono dei. Ma non proprio quelli di adesso che hanno una grave lesione da qualche parte del cervello e non possono pensarsi per nulla.
Il bambino figlio del dio minore era come gli autistici di una volta, quelli che c’erano prima di un certo Kanner che ha fatto tanta chiarezza, al tempo in cui invece di un cocomero scoppiò una guerra.
Ma la parola esisteva già e l’aveva inventata un certo Bleuler, nel 1907, per indicare alcune persone adulte che pensavano, secondo lui, di far da sé e perciò chiudevano i rapporti con gli altri. Come a dire, aggiungo io, automatici. Ma attenzione: non si lavavano, non parlavano, non guardavano, e via dicendo. Poi la parola venne applicata anche ad alcuni bambini.

Nel mio piccolo essere dio, trovo che l’osservazione che ho appena fatto mi sta comoda, come certe scarpe che sono della misura giusta e di buon pellame e non ti accorgi neanche di averle ai piedi. Ci sono perché ci fanno. Semplice come bere un bicchiere d’acqua.

“Non vorrai arrenderti adesso che mancano meno di cinquantanni alla fine del secondo millennio. Ancora un po’ e ce la facciamo!”
“A fare cosa? Per andare dove? Ma sei matto? Ti faccio una proposta, guarda, ascoltami bene: lasciamo le cose come stanno, con una particolarità. Anime e corpi, quelli nostri, se ne staranno lì da qualche parte, ognuno crescendo deciderà se vuole la tua anima o il mio spirito. E sceglierà anche se averla staccabile o no, e farà come vorrà. Tutti potranno cambiare idea e anima, ma non dovrà essere tanto facile. Ognuno sarà padrone di se stesso, a meno che non voglia inventarsi qualcosa a cui sottomettersi, ma come avrà inventato, potrà sempre disinventare la sottomissione. E lasciamo quel Dio ai laici miscredenti, volendo potrebbero avere la tentazione di un atto di fede, sia pro che contro di Lui.”